

di Ilaria Bagnulo
Dando per assodata la conoscenza di una corretta procedura per piantare alberi e arbusti, vorrei ricapitolare i diversi sistemi di sostegno per gli alberi e le loro possibili applicazioni, per decidere quale sistema sia il più adatto alle specifiche necessità, come applicarlo e quando rimuoverlo.
I sistemi di supporto possono avere diverse funzioni: garantire l’ancoraggio delle radici al suolo, poteggere il tronco da possibili danneggiamenti o sostenere il corretto sviluppo strutturale dell’albero. Questi sistemi, se apllicati correttamente, garantiscono una crescita sana e stabile dell’albero, andando a ridurre i fattori di rischio a lungo termine. Al contrario, se eseguiti male, potrebbero causare seri danni per gli alberi e comprometterne la loro salute e stabilità.

Prima di tutto bisogna dire che la maggior parte degli alberi messi a dimora, soprattutto se giovani e con una buona struttura, non necessitano di alcun tipo di supporto.
I sistemi di sostegno applicati ai giovani alberi possono indebolire la loro struttura. Se l’albero è stato legato male e non si muove, la crescita del tronco e delle radici verrà rallentata. Inoltre si potrebbero creare danni causati dall’utilizzo di materiali errati, come filo di ferro e cordini troppo stretti e che spesso non vengono rimossi.
Lo stesso val per i pali o tutori, che se posizionati troppo vicino o aderenti al tronco, possono causare danni, abrasioni e rompere i rami laterali.
Durante l’operazione di messa a dimora dell’albero, i materiali di sostegno che verranno utilizzati dovranno essere già pronti. Ancora prima bisognerà farsi alcune domande.

E’ preferibile usarepali e tutori in legno, scortecciati e non impregnati. Lunghezza e diametro dei pali dovranno essere calcolati in base all’altezza e all’età dell’albero. Il tipo di tutoraggio, le dimensioni e la resistenza dei pali dovrebbero essere scelti in relazione alle dimensioni della pianta e alla durata di utilizzo prevista nel sito di intervento.
Per alberi più grandi, o in particolare situazioni di vento, si possono usare pali metallici.
Le fasce di fissaggio dovrebbero essere di materiale organico non abrasivo e lasciate morbide intorno al tronco per favorirne l’oscillazione.
In caso di forti venti è consigliabile fissare le fasce ai pali con delle viti per evitare che scivolino o si muovano.

E’ importante ricordare che per mantenere la loro flessibilità, gli alberi devono essere in grado di potersi muovere in tutte le direzioni per sopportare il carico del vento e per sviluppare la lignificazione e l’elasticità del tronco.
I pali devono essere sempre inseriti ai margini della buca d’impianto e lontani dalla zolla e distanti dal tronco.
Le fasce dovranno essere sempre posizionate ad un’unica altezza del tronco che dovrà essere calcolata in base a diversi fattori determinati da ogni singolo caso.
E’ opportuno controllare le fasce ogni sei mesi, regolare la tensione e programmare la rimozione dopo uno o massimo due anni dall’installazione.
Evitare di utilizzare cordini, fil di ferro e altri materiali che potrebbero causare ferite profonde al tronco, aprendo un ingresso a patogeni esterni, o essere inglobate nel tempo all’interno della corteccia.
Nessun sistema di tutoraggio deve causare abrasioni o danni di sfregamento.

Pratica molto diffusa e dannosa, è quella di far toccare il palo di ssostegno con il tronco legandolo troppo stretto e con materiali non idonei e che spesso non vengono rimossi.
Vengono utilizzati principalmente per proteggere il tronco da potenziali danneggiamenti provocati da macchinari da giardino, decespugliatori, veicoli stradali e atti vandalici. La scelta dei tutori può essere fatta per alberi di giovane età capaci di restare eretti da soli, in particolare alberi con naturale crescitàa verticale, conifere e alberi a radice nuda.
Per il tutoraggio protettivo si usano due o tre paletti corti (1 m di altezza per 4 mm di spessore) con distanza di 40 cm e piantati intorno al tronco lasciando una lunghezza esterna di 50-70 cm.
Nel caso di alberature stradali di dimensioni più grandi sono anche utilizzati griglie protettive in acciaio e recinzioni metalliche.
In giardino è possibile optare anche per collari in pvc autoregolanti per la protezione del colletto.

Questi sistemi di sostegno sono necessari per tutti quegli alberi che non hanno ancora sviluppato tronco o radici sufficientemente forti per mantenere una posizione eretta, che sono stati messi a dimora in zone soggette a venti e piogge frequenti, o che tendono a inclinarsi. Sono inoltre necessari nei casi in cui ci sia una notevole sproporzione di peso della chioma rispetto alla zolla, e per gli alberi destinati ad essere piantati lungo strade e marciapiedi con frequente calpestio. I pali tutori aiuteranno a limitare le oscillazioni.
Utilizzare due o massimo tre pali (nel caso di vento forte) e inserirli nella buca d’impianto senza interferire con le radici ma restando esterni alla zolla.
Su alberi giovani, si possono usare uno o massimo due pali (tre nel caso di forti venti) posizionati ad equa distanza dal tronco, inseriti nella buca ad una profondità minima di 40 cm e lontani dalla zolla.
L’orientamento dei pali deve seguire la direzione da cui batte il vento predominante.
Pali e fascette devono essere rimossi dopo un anno, massimo due.
Per giovani alberi è bene usare dei pali che siano poco più alti della lunghezza del tronco, e determinare il punto di aggancio delle cinghie o fasce ad un’altezza che non superi i due terzi dell’altezza del tronco e sempre subito prima o dopo i punti di intersezione di rami e stemmi laterali.
Diversi studi condotti da Leiser e Kemper hanno dimostrato che usare pali troppo alti provoca maggiore stress per l’albero sollecitato dal vento, una riduzione dello sviluppo del tronco e della sua flessibilità. Inoltre l’albero tenderà a sviluppare una maggiore crescita verticale del tronco, che risulterà anche più assottigliato, con una crescita di ramificazioni orizzontali ridotta.


Viene utilizzato per alberi forniti con zolla intatta o in contenitore, che presentano una sproporzione di peso tra la chioma e la zolla, con un apparato radicale poco sviluppato o in luoghi esposti a vento e piogge frequenti.
I pali di ancoraggio servono a trattenere la zona ipogea dell’albero fino a quando le radici non si saranno sviluppate all’interno della buca e saranno in grado di sostenere l’albero.
Se le radici non sono ben ancorate il movimento del tronco causato dal vento potrebbe spezzarle. Anche frequenti innaffiature e piogge potrebbero influire negativamente sulla stabilità della zolla.
Per promuovere una buona crescita radicale il sistema di sostegno protettivo può avere anche questa funzione.
Un metodo semplice di ancoraggio è quello di inserire due o tre paletti all’interno dlla buca, con una lunghezza esterna di 20 -30 cm e all’esterno della zolla fissati con delle cinghie o dei tiranti. Le cinghie devono essere poisizionate al primo livello del tronco calcolando 50-60 cm partendo dalla superficie del terreno, sotto i punti di intersezione dei primi rami.
Un altro sistema èl’ancoraggio sotterraneo, utilizzato su alberi di garndi misure. Esistono diversi metodi, alcuni molto piu complessi da eseguire. Nei casi più semplici, e con alberi di piccole dimensioni, l’ancoraggio sotterraneo deve essere eseguito con materiale biodegradabile, come corde e legno.

Un altro sistema di ancoraggio della zolla con paletti e assi di legno.
Photocredit Nayuki CC BY 2.0
Tillwe - CC BY-SA 2.0L’Edera